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giovedì 14 marzo 2013

Habemus Rugbyland, il mio viaggio nell’Italia del rugby!

Stamattina ero a Sky Sport 24 per una chiacchierata con Francesco Pierantozzi sul rugby e sul libro, che esce proprio oggi in libreria. Chiacchierata che è proseguita anche nel fuori-onda, con un piacevole scambio di vedute sul futuro del rugby italiano e sui tanti giovani che si appassionano alla palla ovale.
Uscito dagli studi milanesi di Sky per raggiungere la stazione mi sono fermato per una tappa rigeneratrice al bar. Obiettivo: sciogliere la tensione televisiva con una bella birra fresca!

Purtroppo l’accoglienza non è stata quella tipica dei terzi tempi rugbistici: alcolici vietati in diverse zone di Milano a causa della partita (di calcio) di stasera, che mi dicono essere Inter VS Tottenham. Non c’è che dire, ragazzi. Tra calcio e rugby le differenze non si fermano alla forma della palla...

Tornando per un attimo a Rugbyland, ho pensato a un piccolo regalo per i lettori nel giorno del lancio: le regole del gioco scritte da Edoardo Gori, in un comodo pdf da scaricare e tenere sempre a portata di click. 

Perché se è vero che ci sono giocatori che non conoscono tutte le regole (e secondo alcuni è anche per questo che nessuno si lamenta mai con l’arbitro) è anche vero che le basi del rugby sono molto semplici - Gori le sintetizza in 10 punti - e val la pena di conoscerle per godersi meglio le partite, tipo quella di sabato contro l'Irlanda.

Si parte anche con le presentazioni: a breve le news a riguardo. Per i più pigri, il libro è disponibile anche online a un prezzo che più scontato non si può.

venerdì 4 maggio 2012

Druze Tito mi ti se kunemo (?)



Il 4 maggio del 1980 moriva l'uomo che fece la Jugoslavia: Josip Broz, noto al nome col nome di Tito. A Spalato si stava giocando uno dei grandi classici del calcio jugoslavo: Hajuduk Spalato contro Stella Rossa di Belgrado. La notizia fu sconvolgente. La partita si fermò per il canonico minuto di silenzio: le facce dei giocatori e degli arbitri sconvolte, più di qualcuno non trattiene le lacrime. Dal pubblico si alzò un coro, a tifoserie unite: Druže Tito, mi ti se kunemo / da sa tvoga puta ne skrenemo! "Compagno Tito, non ti tradiremo, dalla tua strada non devieremo."

Eppure la storia andò diversamente. Esattamente dieci anni dopo, nel giugno del 1990, fu un'altra partita di calcio a segnare la fine della Jugoslavia: Dinamo Zagabria contro Stella Rossa. Si era appena votato nella repubblica jugoslava di Croazia, con esiti favorevoli ai nazionalisti. Quella volta il calcio non servì per unire, ma per dividere. Perfino un giocatore come Boban prese a calci un poliziotto, gesto che gli impedì di partecipare ai mondiali degli anni '90 con la maglia della nazionale jugoslava. Ma in fondo, forse, la Jugoslavia era già finita.